Virtus, il bilancio della stagione affidato al Ds Alessandro Vicari

“L’amarezza per il risultato dei playoff non può cancellare il resto. Il progetto è vivo” Si è chiusa agli ottavi di finale dei playoff la stagione della SuperConveniente Virtus Ragusa, eliminata da Angri al termine di una serie che ha lasciato amarezza per il risultato sportivo. Ma il bilancio del campionato, secondo il Direttore sportivo Alessandro Vicari, non può ridursi all’ultima sconfitta. «A qualche giorno dalla fine della stagione – spiega – credo sia giusto fare un’analisi lucida, nel rispetto delle opinioni di tutti coloro che ruotano attorno alla famiglia Virtus. La delusione per l’eliminazione c’è ed è normale che ci sia. Quando si arriva ai playoff, nessuno partecipa per accontentarsi. Volevamo andare avanti, sapevamo di poter competere e dispiace non essere riusciti a esprimerci come avremmo voluto nel momento decisivo. Le critiche, sotto il profilo sportivo, fanno parte del gioco e vanno accettate. Ma serve equilibrio: una cosa è analizzare ciò che non ha funzionato, un’altra è ridimensionare il lavoro fatto da una società intera». Il punto di partenza, per la Virtus, è il quadro da cui era cominciata la stagione. Il 20 giugno scorso, dopo la retrocessione dalla Serie B Nazionale, il club era alla ricerca di acquirenti. Due mesi dopo, al momento della presentazione della squadra, la società aveva fissato obiettivi sportivi e organizzativi dentro un percorso di ricostruzione. Ad aprile, Ragusa ha chiuso la regular season al quarto posto, a pari punti con le tre squadre che l’hanno preceduta per effetto della classifica avulsa, con venti vittorie complessive e un rendimento ben oltre le previsioni iniziali. «Questo è un dato oggettivo – sottolinea Vicari –. A giugno il futuro della Virtus era tutt’altro che scontato. Oggi, nonostante l’eliminazione, possiamo dire che il progetto è vivo, ha basi più solide e continuerà a camminare. Essere arrivati quarti, con lo stesso punteggio delle prime tre, per qualcuno può sembrare scontato o addirittura insufficiente. Noi non la pensiamo così. Probabilmente l’aver occupato il primo posto per una parte importante della stagione ha alzato le aspettative. Ma proprio per questo serve lucidità nel giudicare il percorso complessivo». La stagione, ricorda Vicari, è stata affrontata «con grandi sacrifici, responsabilità economiche importanti e un impegno quotidiano che spesso dall’esterno non si vede». Un lavoro che ha coinvolto ogni componente del club: «Non era automatico essere competitivi e riportare entusiasmo attorno alla squadra. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di giocatori, staff tecnico, staff medico, dirigenti, collaboratori e di tutte le persone che hanno scelto di spendere tempo ed energie». Vicari non nasconde i limiti emersi nell’ultima parte della stagione. «Probabilmente siamo arrivati alla fine con meno energie fisiche e mentali. Hanno inciso anche alcuni infortuni importanti, che hanno tenuto fuori dal campo diversi giocatori e che non possono essere attribuiti a scarsa preparazione o a incuria della società. Non deve essere un alibi, ma è un dato oggettivo». La Virtus ha comunque disputato un campionato di alto livello competitivo, restando stabilmente nelle zone alte della classifica e misurandosi con avversarie strutturate, spesso dotate di budget rilevanti. «A un certo punto ci si abitua ai risultati positivi e si rischia di considerarli normali – sottolinea Vicari –. Normali non lo erano». La stagione ha restituito alla Virtus anche un legame forte con la propria comunità. Il pubblico del PalaPadua ha risposto con una presenza in linea con quella della precedente stagione in Serie B Nazionale, confermando attaccamento e partecipazione. L’associazione “Virtus nel Cuore” ha rappresentato uno snodo importante, mobilitando tifosi e appassionati e contribuendo a riportare energia attorno alla squadra. «Uno degli aspetti più belli di questa stagione – aggiunge Vicari – è stato rivedere il palazzetto vivo. La squadra ha saputo creare appartenenza, ma è stato fatto un lavoro importante anche fuori dal campo. Virtus nel Cuore ha dimostrato che questa società non è soltanto una squadra di basket: è un patrimonio della città, qualcosa che può tornare a coinvolgere persone, famiglie, sponsor, tifosi e giovani. Per questo il nostro grazie va al pubblico ragusano e a chi, con passione e sostegno concreto, ha accompagnato la Virtus in questa ripartenza». Un ringraziamento particolare è rivolto a chi ha scelto di investire nel progetto. «SuperConveniente ha creduto nello sport ragusano con un programma pluriennale. Ringrazio il Cavaliere Arena per la fiducia e il sostegno. Allo stesso modo ringrazio la presidente Sabbatini ed Ekso per l’attenzione al sociale, la sensibilità dimostrata e la capacità di guardare oltre i risultati sportivi. E naturalmente il nostro grazie va a tutti gli sponsor che da anni sono accanto alla Virtus e che, nonostante la retrocessione dello scorso anno, hanno continuato a darci fiducia». Lo sguardo, adesso, è rivolto al futuro. «Le società solide non nascono in pochi mesi – conclude Vicari –. Si costruiscono con programmazione, competenza e senso di responsabilità. Questa stagione deve essere un punto di partenza. Dobbiamo migliorare, consolidare l’organizzazione, continuare a lavorare sullo sviluppo dei giovani, rafforzare il rapporto con il territorio e dare continuità a ciò che è stato creato. Il progetto è vivo. Adesso serve portarlo avanti con serietà, equilibrio e ambizione».
La Virtus è già al lavoro. Franco Gaetano nuovo capitano

Cominciata la stagione di Ragusa, reduce dalla promozione in B Nazionale. Il saluto della presidente Sabbatini: “Siamo e resteremo una famiglia” I tre nuovi innesti seduti fianco a fianco, come al primo giorno di scuola. Il resto della squadra diviso tra le prime file della Tribuna “A” del PalaPadua, dove ieri ha avuto inizio – ufficialmente – la nuova stagione della Virtus. Nel corso del primo faccia a faccia stagionale fra atleti e staff, i riflettori sono puntati su Hugo Erkmaa e l’inseparabile cappellino; Nicolò Bertocco (che ritrova Franco Del Moro dopo l’esperienza a Matera) ha lo sguardo curioso di chi vuole apprendere in fretta; Mirko Gloria, che questo ambiente l’ha già conosciuto da avversario, è atteso da un campionato dove servirà “sgomitare” più che in passato. Riempirà l’area, fra gli altri, con Franco Gaetano, che lo spogliatoio ha scelto come proprio condottiero. Il primo capitano dopo Sorrentino. “Per me è un grandissimo onore, non potrei essere più felice. Mi ha chiamato Andrea mentre eravamo in spogliatoio, sono davvero orgoglioso”. E’ rimasta una buona ossatura, come eredità della scorsa stagione: Gaetano, Simon, Vavoli, Ianelli, Calvi, Piscetta e i tanti giovani (Tumino e Mirabella in testa). Gli atleti, dopo aver svolto le visite mediche, sono stati introdotti dal direttore sportivo, Alessandro Vicari, al resto della compagine societaria. Di cui fa parte anche Claudio Scribano, responsabile dello staff medico e fisioterapico. Prendono la parola la presidente Sabrina Sabbatini e il general manager Franco Del Moro, che ha già guidato la Vuelle Pesaro fino alla cavalcata in semifinale scudetto contro Milano, nel 2012. Entrambi ribadiscono i valori più autentici di casa Virtus: “Siamo una famiglia, e in famiglia ci si parla. Anche quando le cose non dovessero funzionare”. “Arriveranno momenti difficili, sconfitte brucianti, cali di forma – spiega Del Moro – Ma è in quel momento che si vede il valore di una squadra. Nessuno va lasciato indietro, dobbiamo supportarci a vicenda”. Una rapida carrellata di volti, foto di gruppo e – da questa mattina – prime sedute fra palestra e campo. La squadra si allenerà intensamente fino a sabato mattina, poi godrà di un giorno e mezzo di riposo. Ragusa sosterrà la prima amichevole stagionale il 31 agosto al PalaPadua contro la Siaz Piazza Armerina (B Interregionale), a ruota la sfida contro Capo d’Orlando per il Trofeo delle Miniere. “Finalmente si comincia a lavorare, non vediamo l’ora di conoscere i nuovi e poterli inserire – dice coach Gianni Recupido -. Dovremo cambiare il ritmo degli allenamenti per essere adeguati agli standard della B nazionale. Ho grande fiducia sia nei ragazzi che abbiamo tenuto, sia nei nuovi innesti. Come lo scorso anno, la nostra dovrà essere una squadra da combattimento, con un sistema cui aggrapparsi nei momenti importanti, e in cui tutti saranno coinvolti e potranno diventare protagonisti”.